separazione con addebito
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separazione con addebitoL’addebito della separazione è un’eredità della vecchia e discriminatoria separazione per colpa.

L’addebito della separazione ha sostituito la separazione per colpa, resistita nel nostro ordinamento sino agli anni ’70.

Ma in cosa consisteva la separazione per colpa?

Per meglio comprendere le origini dell’attuale addebito della separazione è opportuno un cenno storico.

Il moderno diritto di famiglia, particolarmente innovato negli ultimi dieci anni, è frutto di una prima epocale riforma del 1975.

La riforma fu sollecitata certamente anche dalla legge sul divorzio del 1970.

Basti pensare che prima del 1970, era possibile separarsi solo per colpa di uno dei due coniugi.

La colpa derivava dall’aver messo in atto comportamenti particolarmente gravi: adulterio, abbandono volontario, eccessi, sevizie, minacce o ingiurie gravi, ai danni dell’altro coniuge.

Non era ammessa, tuttavia, l’azione di separazione per adulterio del marito se non quando concorressero gravi circostanze per cui l’adulterio costituisse un’ingiuria grave alla moglie.

Il reato di adulterio, infatti, era previsto solo per punire il comportamento della moglie, mentre l’eventuale adulterio del marito doveva trasformarsi in “concubinato” (ossia in una vera e propria relazione stabile) per costituire reato.

Dopo gli interventi della Corte Costituzionale nel 1968, la legge sul divorzio del 1970 e la riforma del diritto di famiglia del 1975 hanno sancito la parità dei coniugi sotto ogni profilo, materiale e morale.

L’addebito della separazione è quindi frutto di un compromesso storico.

Si è eliminato il concetto di “colpa”, ma si è lasciata la sanzione per il coniuge che ponga in essere comportamenti contrari ai doveri del matrimonio, che costituiscano la causa effettiva della separazione.

Quali sono i presupposti per l’addebito della separazione ad uno dei due coniugi?

Oggi la separazione dei coniugi ha come fondamento ed unico presupposto l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza coniugale.

L’addebito della separazione ad uno dei due coniugi, tuttavia, introduce un altro tipo di accertamento, che il Giudice può effettuare solo su espressa domanda dell’altro coniuge nell’ambito di una separazione giudiziale.

Il primo presupposto perché vi sia l’addebito della separazione è che il coniuge in questione abbia effettivamente posto in essere il comportamento contrario ai doveri del matrimonio imputatogli dall’altro coniuge.

Il secondo presupposto è che tale comportamento abbia costituito la causa dell’intollerabilità della convivenza.

Secondo la giurisprudenza l’infedeltà coniugale può costituire motivo di addebito della separazione se sarà dimostrato che tale infedeltà ha effettivamente causato l’intollerabilità della convivenza.

Se, al contrario, i coniugi mantenevano, già prima dell’infedeltà, una convivenza solo formale  al coniuge infedele non potrà essere addebitata la separazione.

Il matrimonio, in tal caso, infatti, era già compromesso prima del comportamento contrario ai doveri del matrimonio.

Alcuni comportamenti tipicamente contrari ai doveri matrimoniali sono: maltrattamenti e violenze in famiglia; abbandono della casa coniugale e la violazione dell’obbligo di coabitazione; ingiustificato continuo rifiuto di rapporti intimi.

Tali comportamenti, tuttavia, se posti in essere dopo l’avvio della crisi matrimoniale, non sono idonei a fondare una pronuncia di addebito della separazione.

Quali sono le conseguenze dell’addebito della separazione?

Gli effetti dell’addebito della separazione hanno esclusivamente natura patrimoniale.

L’addebito della separazione preclude al coniuge che ne avrebbe avuto diritto di poter avere un assegno di mantenimento per sé a carico dell’altro coniuge.

Qualora, dunque, il coniuge al quale sia addebitata la separazione non avesse comunque diritto ad un assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge, non subirà, finché resterà in vita l’altro coniuge, alcuna conseguenza di natura patrimoniale.

Le altre conseguenze sono infatti di natura successoria.

Il coniuge separato e non ancora divorziato ha, in assenza di addebito della separazione, gli stessi diritti successori del coniuge non separato.

Il coniuge superstite al quale sia stata addebitata la separazione perde ogni diritto successorio nei confronti del coniuge separato.

Anche tale sanzione ha spesso scarsa rilevanza pratica, considerato che, per effetto della legge che ha introdotto il cosiddetto “divorzio breve“, anche il coniuge separato giudizialmente può chiedere il divorzio trascorso un anno dalla separazione.

E’ dunque opportuno valutare bene, con un avvocato divorzista esperto, se, anche in presenza dei presupposti per ottenere l’addebito della separazione all’altro coniuge, non sia comunque opportuno privilegiare la via della separazione consensuale.