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affidamento condivisoL’ affidamento condiviso va garantito in concreto !

Questo è il nocciolo di una recente sentenza del Tribunale di Milano, chiamato a decidere  una controversia tra genitori separati con affidamento condiviso dei figli.

Spesso è difficile, per chi si appresta a separarsi, comprendere in cosa si traduca nella vita quotidiana l’affidamento condiviso, considerato che uno dei due genitori, il cosiddetto genitore collocatario, continuerà a vivere con i minori anche dopo la separazione, mentre l’altro genitore dovrà accontentarsi delle visite, concordate o decise dal Tribunale (a seconda che si tratti di separazione consensuale o giudiziale).

Esattamente come accadeva con l’affidamento esclusivo, prima della riforma.

In realtà, con l’affidamento condiviso entrambi i genitori mantengono intatto l’esercizio della propria responsabilità genitoriale anche dopo la separazione, tanto da poter prendere in autonomia le decisioni della quotidianità che riguardano i bambini ma da doversi confrontare per concordare le decisioni più rilevanti (la scelta della scuola, una cura particolare, il cambio di residenza, ecc…).

Lo scopo della riforma è garantire ai figli di genitori separati di continuare ad avere due genitori che siano tali a pieno titolo.

Proprio per questo motivo, il Tribunale di Milano ha chiaramente indicato la via da seguire nella gestione quotidiana dei figli, per garantire che l’affidamento sia effettivamente condiviso.

Le riforme che il diritto di famiglia ha vissuto nell’ultimo decennio, infatti, sono volte a garantire che i bambini mantengano con entrambi i genitori ed i relativi rami parentali, un rapporto significativo e continuativo, anche dopo la separazione dei genitori.

Ma come si attua in concreto l’affidamento condiviso?

In caso di disaccordo tra i genitori sulla gestione dei figli, il genitore non collocatario dovrà essere preferito al genitore collocatario.

Il Tribunale di Milano, cogliendo pienamente lo spirito della legge, nel dirimere un conflitto tra genitori, ha deciso di privilegiare il genitore non collocatario che chieda di poter trascorrere del tempo supplementare con i figli minori, proprio allo scopo di garantire ai figli la possibilità di godersi del tempo di qualità anche con il genitore con cui non condividono buona parte della propria quotidianità.

Il genitore collocatario, infatti, ha il vantaggio di poter vivere i momenti più disparati della quotidianità con i propri figli, dalla colazione al momento del sonno, dal tempo libero alla gestione delle attività sportive, dai compiti scolastici ai giochi con gli amici.

Il genitore non collocatario, al contrario, ha la possibilità di stare con loro solo in momenti organizzati e prestabiliti con gli incontri programmati.

La decisione del Tribunale di Milano, quindi, risponde all’esigenza di consentire una maggiore pienezza dell’affidamento condiviso, nell’ottica di garantire ai figli il diritto di mantenere un rapporto significativo con entrambi i genitori.

E’ tuttavia evidente, d’altro canto, che il Tribunale non potrà essere chiamato a decidere su ogni piccola questione relativa ai rapporti quotidiani tra i genitori ed i figli e sarà sempre più importante, quindi, che i genitori acquisiscano la capacità di superare i propri contrasti nell’interesse esclusivo dei figli.

In quest’ottica sarà importante, soprattutto per il genitore non collocatario, da un lato, mettere in chiaro i propri diritti, con l’aiuto di un avvocato divorzista esperto in diritto di famiglia e, dall’altro, tentare di mantenere, per quanto possibile, un rapporto di collaborazione con l’altro genitore, senza tuttavia rinunciare mai ai propri diritti e doveri genitoriali.