trasferimento del genitore collocatario
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trasferimento del genitore collocatarioIl trasferimento del genitore collocatario è spesso un tema di conflitto tra genitori separati.

Nuove opportunità lavorative, il desiderio di riavvicinarsi alla famiglia d’origine dopo la separazione o altre ragioni possono indurre il genitore collocatario a volersi trasferire in un’altra città.

La decisione riguarda, tuttavia, strettamente anche i figli e, di conseguenza, interessa anche l’altro genitore.

Se non è nell’interesse dei bambini, la loro residenza non si sposta!

Questa è la posizione assunta il 21 giugno 2017 dal Tribunale di Ancona, che ha negato ad una madre collocataria di trasferire la residenza dei figli in un’altra città, a circa 300 km di distanza dalla residenza del padre.

Il Tribunale ha infatti valutato che il trasferimento della residenza della madre,  avrebbe sostanzialmente privato i figli “di quella presenza continuativa e di quel sostegno che solo un padre che vive nella stessa città può dare” ed ha quindi ritenuto che tale decisione rispondesse esclusivamente ad un interesse della madre, ma non anche all’interesse dei figli minori.

Nel caso in questione, il Tribunale ha precisato che “la figura del padre appare necessaria alla crescita dei minori quanto quella della madre, come ormai psicologi e neuropsichiatri e psicologi dell’età infantile riconoscono”, sottolineando che il trasferimento del genitore collocatario può comportare anche una nuova decisione sul collocamento dei bambini, nell’ottica di perseguire effettivamente l’interesse dei minori.

Il trasferimento del genitore collocatario, quindi, può rimettere in discussione il collocamento dei minori, ovvero, quanto meno, le modalità di visita del genitore non collocatario, anche in considerazione del diritto dei bambini a mantenere rapporti significativi con entrambi i genitori e con entrambi i rami parentali.

In occasione della separazione dei coniugi, infatti, solo il genitore cd. “collocatario” (ovvero il genitore con il quale vivranno i figli) manterrà un rapporto quotidiano con i minori, ma proprio per questo diventa garante del diritto dell’altro genitore di continuare ad avere un ruolo importante nella vita dei figli, di poterli continuare a frequentare e di partecipare attivamente alle scelte che li riguardano.

E’ evidente, dunque, che la decisione di trasferirsi in un’altra città sia una scelta delicata che influisce in modo molto significativo nella vita dei minori, oltre che in quella di entrambi i genitori e deve essere valutata, innanzitutto, tenendo conto del preminente interesse dei figli a crescere serenamente, mantenendo un rapporto affettivo ed educativo con entrambi i genitori.

Il Tribunale di Ancona, dunque, decidendo in ordine alla richiesta della madre di potersi trasferire con i figli in un’altra città, ha sostanzialmente puntato a garantire in concreto l’affidamento condiviso dei minori, sottolineando che il collocamento presso l’uno o l’altro genitore può essere mutato in ragione delle diverse esigenze dei figli.

Cosa può fare dunque il genitore non collocatario che si trova ad affrontare una richiesta di trasferimento del genitore collocatario?

Qualora il genitore collocatario ritenga di poter attuare la propria volontà semplicemente dandone comunicazione all’altro genitore e non sia disposto a prendere in considerazione il suo parere, il genitore non collocatario, non avrà altra via che rivolgersi ad un avvocato divorzista, esperto in diritto di famiglia per tutelare, anche, ove occorra, davanti ad un Giudice, il diritto proprio e dei figli a mantenere un rapporto effettivo e continuativo.